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Una breve ma splendida escursione che si può fare nei paraggi dell’Agriturismo “Ai Cuc” è quella che porta ad una delle numerose chiesette pedemontane presenti nella destra Piave della Valbelluna, quella appunto di Sant’Agapito. Una passeggiata molto facile che si sviluppa quasi interamente su strada asfaltata tranne il tratto finale che è su sentiero. Da segnalare però che il percorso è quasi sempre in salita con una pendenza non trascurabile. Si tratta comunque di una passeggiata che si sviluppa all’interno del Parco delle Dolomiti Bellunesi, perfetta per chi non ha la voglia o la possibilità di intraprendere quelle più impegnative che portano alle nostre splendide vette dolomitiche.

La passeggiata non offre vedute panoramiche poiché la strada costeggia il torrente Salmenega, che si è scavato un percorso in una piccola valle tra due imponenti scarpate boschive. Una volta giunti alla chiesetta di Sant’Agapito, che si erge su una banca rocciosa parzialmente scavata artificialmente, il panorama ci mostra solo uno scorcio della Valbelluna, mentre si può vedere molto bene il paese di Cesiomaggiore.

Non ci sono precise notizie storiche sull’oratorio di Sant’Agapito: la prima documentazione certa risale al XVI secolo, ma alcune strutture murarie denotano tipologie costruttive del XIII secolo. Nel recente restauro e rifacimento del tetto, è venuta alla luce l’incisione della data 1728, il periodo dell’ampio restauro e parziale rifacimento dell’edifico nelle forme attuali, secondo le tipologie dell’epoca davvero sobrie e tuttavia elegantissime, presenti anche in altre antiche chiesette aggrappate alle impervie falde rocciose pedemontane. Una campanella è datata 1529, il periodo del primo ampliamento. Numerose le suppellettili di notevole fattura e materiali lapidei di provenienza locale di varie epoche. Davvero elegante l’interno, con la caratteristica inferriata in ferro battuto che divide l’area presbiteriale.

Sant’Agapito (da Palestrina, RM) fu giovanissimo martire cristiano nella persecuzione di Diocleziano (274 d.C.) in area laziale. Il culto di Sant’Agapito si diffonde nel bellunese solamente nel XVI secolo, portato da qualche religioso proveniente dal centro Italia. Questo di Cesiomaggiore è, probabilmente, l’unico edificio del bellunese dedicato al Santo, festeggiato il 18 agosto quando, un tempo, il parroco di Cesiomaggiore saliva in processione alla chiesetta.

La Pieve di Cesio, cui l’oratorio di Sant’Agapito appartiene, è documentata da una Bolla pontificia di Lucio II del 1184. La località è molto più antica, dell’epoca romana rimane a testimonianza una stele miliare del I secolo d.C., riguardante il percorso della strada militare Claudia Augusta Altinate. Ormai certe le ipotesi che questi percorsi romani ricalcassero transiti ben più antichi con radici preistoriche. Certo anche il fatto che chiesette, oratori, eremi, numerosissimi in tutta l’area della Valbelluna, siano eredi di antichissimi altari pagani lungo vie di transito, luoghi di lavoro, posti di vedetta o di arroccamento, con tanto di santi ‘riciclati’ al culto cristiano. Di questo scenario anche Sant’Agapito non fa eccezione, confermato dal ritrovamento, in una antica cava nei pressi della chiesetta, di due monete romane. Inoltre Sant’Agapito si raccorda coerentemente con i vicini oratori di San Michele a Roncoi (San Gregorio nelle Alpi), all’eremo di San Mauro in Val Scura sull’opposto versante del Palmar, e con la splendida chiesetta di Sant’Eurosia in Val Canzoi.

 

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